Oscar Wilde! Era un maestro nel condensare verità scomode in aforismi brillanti. Certo, la sua affermazione sull’invidia è pungente e, come spesso accade con le sue sentenze, porta con sé un fondo di verità, sebbene sia forse un po’ drastica.
È vero che l’invidia può emergere quando ci confrontiamo con gli altri e sentiamo di non essere all’altezza, di non aver raggiunto i traguardi desiderati. In quel momento di consapevolezza della distanza tra ciò che siamo o abbiamo e ciò che vorremmo essere o avere, può insinuarsi un sentimento di frustrazione che facilmente si trasforma in invidia verso chi, ai nostri occhi, incarna quel successo che noi percepiamo come una nostra mancanza.
Tuttavia, ridurre l’invidia unicamente alla consapevolezza del fallimento personale potrebbe essere limitante. L’invidia può anche scaturire da un senso di ingiustizia, dalla percezione che qualcun altro abbia ottenuto qualcosa che noi riteniamo di meritare di più, indipendentemente dal nostro personale “successo” o “fallimento” in senso assoluto. A volte, è più legata al desiderio di ciò che l’altro possiede, che non necessariamente riflette una nostra autopercezione di fallimento.
In ogni caso, la riflessione di Wilde ci spinge a interrogarci sulle radici profonde di questo sentimento così umano e spesso doloroso. Ci invita a considerare come il confronto con gli altri influenzi la nostra autostima e come la percezione dei nostri successi e insuccessi possa alimentare o meno l’invidia. Un pensiero, come sempre con Wilde, ricco di spunti di riflessione!
Oscar Wilde scriveva che l’invidia è quel sentimento che nasce nell’istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti.
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