Parlare male di un competitor può configurare diversi illeciti, a seconda del contenuto e delle modalità con cui le affermazioni vengono diffuse. Non sempre si tratta di un reato penale, ma può dar luogo a responsabilità civile.
Reato di diffamazione (Art. 595 del Codice Penale):
Si configura quando si comunicano a più persone (anche solo due) affermazioni che offendono la reputazione di un concorrente assente. Affinché si tratti di diffamazione, le affermazioni devono essere idonee a ledere l’onore e la reputazione del competitor. La pena può variare da una multa fino alla reclusione, soprattutto se la diffamazione avviene attraverso mezzi di comunicazione di massa come internet o la stampa.
Concorrenza sleale (Art. 2598 del Codice Civile):
Anche se non costituisce un reato penale, la diffusione di notizie e apprezzamenti sui prodotti o sull’attività di un concorrente idonei a determinarne il discredito 1 è un atto di concorrenza sleale. Questo comporta una responsabilità civile, con la possibilità di essere condannati a risarcire il danno subito dal competitor e all’inibizione della condotta illecita.
Diffamazione commerciale:
Rientra nel più ampio concetto di diffamazione, ma è specificamente rivolta all’attività commerciale di un’impresa concorrente. Anche in questo caso, se le affermazioni sono lesive della reputazione commerciale e diffuse a più persone, possono integrare il reato di diffamazione.
Recensioni negative false o diffamatorie:
Scrivere recensioni negative che non corrispondono al vero o che sono formulate in modo offensivo e gratuito nei confronti di un competitor può costituire diffamazione. Il diritto di critica è legittimo, ma non deve trascendere in attacchi personali o in false affermazioni volte a screditare il concorrente.
In sintesi:
- È reato parlare male di un competitor se le affermazioni costituiscono diffamazione, ovvero offendono la sua reputazione e vengono comunicate a più persone. La gravità del reato può aumentare a seconda del mezzo di diffusione.
- Anche se non costituisce reato penale, parlare male di un competitor in modo da screditarlo può essere un atto di concorrenza sleale, con conseguente responsabilità civile.
- Le recensioni negative false o diffamatorie possono anch’esse configurare diffamazione.
È sempre consigliabile agire con correttezza e professionalità nel confronto con i competitor, evitando affermazioni lesive e non veritiere che possono avere conseguenze legali. In caso di dubbi, è opportuno consultare un legale.



